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In questi giorni tutti collaboriamo a rispettare le misure di prevenzione per contrastare le infezioni dal Coronavirus. Sono state attuate misure molto restrittive, utili a minimizzare il rischio di contagio, con un insieme di indicazioni, prescrizioni e limitazioni.
Se è importante lavorare su questi aspetti, è altrettanto importante prestare molta attenzione anche al contorno ed alle normali e inderogabili necessità di tutti. La principale preoccupazione è quella di non bloccare il paese, e comunque di ripartire il prima possibile per minimizzare il più possibile impatti economici e sociali.
Vi sono però aspetti irrevocabili e questioni che non possono essere dilazionati nel tempo e questi devono proseguire, nonostante tutto. Uno di questi è il fabbisogno di sangue. I malati continuano e continueranno ad averne bisogno.
In Italia nel corso del 2018 le trasfusioni sono state quasi 3.000.000, una media di circa 8.200 trasfusioni al giorno che hanno permesso di salvare 630.000 vite umane. Tutto questo grazie ai circa 1.700.000 donatori di sangue, volontari, non remunerati, reso possibile da una sinergia di collaborazioni tra il pubblico e il volontariato, un modello differente da altri paesi europei, che garantisce di sostenere il fabbisogno di sangue, garantendo assistenza e cure per tutti, fondato sui valori della solidarietà e della gratuità del dono.
I donatori di sangue sono chiamati a dare una mano, a stendere il braccio, come sempre, ma oggi ancora di più. La donazione di sangue avviene nel massimo rispetto e tutela della salute del donatore e del ricevente. Le norme garantiscono non solo sangue sicuro, ma assoluta sicurezza anche per chi dona.
E’ importante prima di tutto seguire le indicazioni diramate dal Ministero della Salute e dal Centro Nazionale Sangue, se si è sani e non si è stati esposti al rischio di contagio, andando a donare, aiuterete qualcuno.
Una volta effettuata la donazione è altrettanto importante, continuare a prestare la massima attenzione alla propria salute e se si ha qualche sintomo influenzale è necessario avvisare il servizio trasfusionale, poiché c’è la possibilità che si stesse incubando un virus già prima della giornata di donazione e verranno quindi svolti ulteriori accertamenti per evitare possibili complicanze a chi venisse trasfuso con il tuo dono.
I Donatori in Liguria nel 2018 hanno contribuito con oltre 71.000 donazioni di sangue e quasi 10.000 donazioni di plasma ed emocomponenti, uno sforzo che riesce appena a far fronte alle esigenze trasfusionali della nostra regione e che, proprio per questo è fisiologicamente sottoposto a momenti di attenzione e ciclici periodi di carenza, prontamente risolti con le tempestive disponibilità dei nostri Donatori. L’attuale situazione ci mette quindi in apprensione e a rinnovare l’invito a donare il sangue, non solo per continuare a garantire l’autosufficienza in Liguria, ma, se possibile, anche per dare una mano alle regioni nelle quali, a causa di una presenza maggiore del virus, è calato l’apporto donazionale.
Come sempre tutto il personale sanitario e i volontari AVIS che in Liguria sono presenti su tutto il territorio con numerose sedi ed unità di raccolta saranno lieti di darti tutte le informazioni necessarie ed accoglierti.
Se hai dubbi, chiedi, se non hai dubbi, dona!

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